Non è amore – le relazioni tossiche

Non è amore – le relazioni tossiche

Ci sono storie d’amore che nascono sotto la stella più luminosa. Un incontro inaspettato che scaturisce emozioni forti, l’irrefrenabile voglia di rivedersi al più presto, il desiderio di stare insieme ogni momento. Sembra un colpo di fulmine, il segno di un destino che durerà per sempre. Ci si dedicano molte attenzioni, sorprese inaspettate e tanti gesti romantici. Un sogno ad occhi aperti, una favola.

I primi due mesi passano e le cose migliorano. I sentimenti si amplificano e ci si immagina già come sarà eccitante il futuro in compagnia del nuovo partner. Magari si brucia anche qualche tappa, come andare a vivere insieme. Le pause al lavoro sono spese al telefono e si escludono gli amici pur di stare da soli. Nonostante il poco tempo trascorso insieme, ci si è già presentati alla famiglia e ai rispettivi amici.

Poi, piano piano, il tempo passa e alcune cose iniziano a cambiare. I gesti romantici vengono sempre meno, le telefonate e messaggi costanti si riducono al minimo, le interazioni con amici e famiglia sono rare – queste mancanze partono soprattutto da una delle due parti.

Si inizia dire che credere nelle favole è da immaturi, che si deve rimanere coi piedi per terra. I gesti romantici sono normali all’inizio, poi sono infantili e scontati. Partono anche critiche per tutto: per il modo di vestire, di atteggiarsi, di parlare, di lavare i piatti. Mentre una delle due parti si mostra distaccata e fredda, l’altra cerca disperatamente di fare qualsiasi cosa pur di compiacere il partner. La tensione è costante, anche se ogni tanto – molto raramente – si spende una parola carina o un gesto affettuoso.

Gli anni passano, tra insoddisfazione e risentimento. Non è rimasto nulla dei primi mesi, non c’è più passione, romanticismo. Non c’è più amore. Allora, perché si continua? Perché si è creata una situazione di disparità in cui c’è una parte dominante, ben contenta di esserlo, e una parte succube, disperata per ricevere un gesto di approvazione.

Si è instaurata una relazione tossica.

Cosa è una relazione tossica?

Definire una relazione tossica è difficile, perché questo tipo di legami possono assumere varie forme. Mentre alcuni segni di una relazione tossica sono più evidenti, come l’abuso fisico, l’infedeltà ripetuta e il comportamento sessuale inappropriato, altri possono essere più difficili da rilevare. Ad esempio, può trattarsi di comportamenti irrispettosi, disonesti o di controllo, come uno dei due partner che sminuisce spesso l’altro. Di conseguenza, la salute mentale di una delle due parti potrebbe iniziare a risentirne.

In generale, le relazioni si possono suddividere in due categorie. Quelle positive o sane, ovvero i legami in cui la coppia si sostiene a vicenda, mostra empatia e compassione per l’altra persona e in cui entrambe le parti sono disposte a dare e avere. Le relazioni positive non sono sempre perfette, ma quando la coppia ha dei disaccordi, sono in grado di risolverli in un modo che sia reciprocamente soddisfacente e non si traduca in una persona che impone la propria volontà o desideri sull’altra.

L’altro tipo di relazione è malsano. Queste relazioni sono spesso considerate tossiche in quanto sono emotivamente e talvolta fisicamente dannose per una persona. Il termine è stato usato per la prima volta da Lillian Glass nel suo libro del 1995 Toxic People ed è stato usato per indicare una relazione costruita sul conflitto, la competizione e la necessità per una persona di controllare l’altra.

In sintesi, una relazione tossica si verifica quando una o entrambe le persone danno la priorità alla passione rispetto alle tre componenti fondamentali di una relazione sana: rispetto, fiducia e affetto.

Alcuni esempi di relazioni tossiche

Come già spiegato, ci sono diversi tipi di relazioni tossiche. Vediamone alcuni:

La relazione sminuente – In questa relazione tossica, uno dei due partner sminuisce costantemente l’altro, spesso implicando che le sue idee, credenze o desideri sono sciocchi o frivoli. Non esiterà a denigrarlo in pubblico, di fronte ad amici o famiglia. Nonostante la parte offesa chieda di smettere con questo comportamento, il denigratore continuerà, addirittura sostenendo che si tratta di uno scherzo – che in realtà non è. Tollerare questo comportamento deprecabile abbastanza a lungo porterà a dubitare di sé stessi. L’obiettivo del partner tossico è mantenere l’autostima dell’altro il più bassa possibile in modo da non sfidare il suo controllo assoluto sulla relazione.

La relazione intimidatoria – Questa relazione tossica prevede che uno dei due partner cerchi di controllare con l’intimidazione. Si tratta di individui con carattere imprevedibile, attorno ai quali bisogna “camminare in punta di piedi”, poiché è molto facile farli arrabbiare. Questo costante bisogno di vigilanza e l’incapacità di sapere cosa scatenerà uno scoppio di rabbia si ripercuote sia sulla salute emotiva che su quella fisica della “vittima”. Questo tipo di partner emotivamente violento mostra raramente questo lato di sé al mondo esterno. Nessun altro etichetterebbe la relazione come tossica, poiché agli occhi degli altri il partner tossico è considerato una persona piacevole e alla mano. A prescindere dalle circostanze, questa persona quasi sempre incolperà l’altra per il suo scoppio d’ira.

La relazione ricca di sensi di colpa – Una relazione tossica può naturalmente verificarsi non solo tra due individui in una relazione impegnata, ma anche tra amici o genitori e i loro figli adulti. Il controllo in queste relazioni, così come in una relazione impegnata, viene esercitato inducendo il senso di colpa nella “vittima”. L’induttore di colpa controlla incoraggiando a sentirsi in colpa ogni volta che si fa qualcosa che a lui/lei non piace. Addirittura, non di rado coinvolgerà altre persone per enfatizzare il senso di disappunto. Questo partner tossico non controlla solo inducendo il senso di colpa, ma anche “rimuovendo” temporaneamente il senso di colpa se la parte offesa finisce per fare ciò che gli viene imposto. Per gli individui inclini al senso di colpa, qualsiasi cosa o chiunque rimuova il senso di colpa è molto desiderabile e potenzialmente crea dipendenza, quindi l’induttore del senso di colpa ha a disposizione un mezzo di controllo estremamente potente.

La relazione deviante – In questa relazione tossica, quando la “vittima” prova a dire al partner di essere infelice, ferita o arrabbiata per qualcosa che ha subito, invece di essere confortata si trova a prendersi cura dell’infelicità, dolore o rabbia del partner tossico. Si tratta di un rapporto manipolativo, in qui una delle due parti addirittura si convince di essere talmente egoista da aver tirato fuori qualcosa che ha turbato fortemente il partner. La preoccupazione o irritazione iniziale della parte offesa si perde e ci si focalizza solo sull’altro. In altre circostanze in cui si cerca di esprimere la propria frustrazione, invece, il partner tossico si isola, rimane fuori con i suoi amici più di quanto ha detto e non si preoccupa nemmeno di chiamare. Non è finita perché, alla fine, il partner tossico trova il modo di scaricare la colpa sull’altro. Il deviatore è confuso dal fatto che le informazioni che si stanno portando alla sua attenzione siano in diretto conflitto con la sua percezione di sé.

La relazione eccessivamente dipendente – Questo è un tipo particolare di relazione tossica, che quasi non sembra neanche tale. In questo caso, il metodo di controllo è definito dalla dipendenza. Il partner tossico si mostra passivo e aspetta che sia l’altra parte a prendere tutte le decisioni – da dove andare a cena a quale macchina comprare. Non prendere decisioni offre il vantaggio di non essere responsabili dell’esito negativo di una particolare scelta. Se le cose dovessero andare male, il partner tossico si potrebbe mostrare con un atteggiamento passivo-aggressivo, come fare il broncio o smettere di parlare al partner. La passività può essere un mezzo di controllo estremamente potente, poiché scaturisce ansia e affaticamento costanti nella parte offesa, che si preoccupa dell’effetto delle proprie scelte sul partner e si sente svuotata dal dover prendere praticamente ogni decisione.

La relazione eccessivamente indipendente – In questa relazione tossica vi è un individuo che spesso maschera il proprio comportamento di controllo affermando la sua indipendenza. “Nessuno può dirmi quello che devo fare” è il suo motto. Questo individuo tossico fa raramente fede ai suoi impegni, usando l’incertezza come metodo di controllo. Si tratta di un abile manipolatore che ha una scusa plausibile per tutto. In queste circostanze, il partner tossico rende impossibile all’altra persona l’organizzare progetti o il prendere impegni. Con queste basi vengono a mancare il senso di protezione e sicurezza fondamentali in una relazione. Si inizia persino a dubitare che il partner tossico sia davvero emotivamente impegnato con la “vittima”. Di conseguenza, quest’ultima si ritroverà spesso a chiedere rassicurazioni sul fatto che ci sia davvero amore, attrazione, interesse, ecc. La risposta che si riceverà è spesso abbastanza vaga, proprio per innescare il dubbio.

La relazione abusiva – Questa relazione tossica prevede un individuo che, soprattutto all’inizio, appare molto simpatico, cortese e piacevole. Magari lo è davvero, ma solo nella misura in cui ottenga tutto ciò che vuole in cambio. Ciò che definisce questo tipo di relazione è la sua natura a senso unico e il fatto che non si riuscirà mai a fare abbastanza per il partner tossico. Quest’ultimo, in rare occasioni, si troverà a fare qualcosa per l’altra persona – cose piccole che non gli costino troppo. Si tratta di un atteggiamento manipolativo mirato ad ottenere qualcosa in cambio e, se così non dovesse essere, immediatamente inizia ad indurre il senso di colpa.

La relazione possessiva – Si tratta di una relazione tossica nella quale il fattore dominante è la gelosia che, all’inizio, può anche fare piacere. Gli individui tossici che si impegnano in questo tipo di relazione diventano sempre più sospettosi e controllanti col passare del tempo. Possono addirittura arrivare a controllare il contachilometri dell’auto del partner e ad interrogarlo se avvisa di dover rimanere fino a tardi al lavoro. Potrebbero persino utilizzare la tecnologia a loro vantaggio, come ad esempio, controllando la posizione fisica della “vittima” tramite lo smartphone. Con il tempo, poi, lavoreranno sodo per eliminare qualsiasi relazione significativa che l’altra persona ha con gli amici e, talvolta, anche con la famiglia. Rassicurare un possessivo tossico della propria fedeltà è inutile.

Perché è difficile lasciare una relazione tossica

Le persone sono legate a schemi relazionali da cui è difficile liberarsi. Alcuni potrebbero sentirsi in trappola finanziariamente o preoccuparsi per i propri figli. Nelle relazioni violente, le vittime fanno in media sette tentativi di porre fine alla relazione prima di farlo sul serio.

Ecco alcuni motivi per cui le persone trovano difficile uscire da una relazione tossica:

Paura – Nelle relazioni violente, è probabile che un partner sia estremamente manipolativo nei confronti dell’altro. Ciò comporta spesso minacce fisiche, emotive o finanziarie se l’altra persona parla di andarsene. Di conseguenza, la vittima potrebbe avere paura di lasciare il proprio partner.

Figli – Per le coppie che hanno figli insieme, può essere molto difficile andarsene a causa dell’impatto negativo percepito sui figli. Potrebbero anche esserci preoccupazioni riguardo all’affidamento.

Amore – Potrebbero esserci sentimenti d’amore persistenti che tengono qualcuno in una relazione.

Finanze – Nel caso in cui un partner è finanziariamente dipendente dall’altro, ciò potrebbe complicare la situazione e impedire a uno dei due di andarsene.

Vergogna – Molte persone nascondono la natura della loro relazione ad amici, familiari e conoscenti. Di conseguenza, soffrono in silenzio perché si vergognano troppo per chiedere aiuto a qualcuno. Potrebbero ricorrere alla droga o all’alcol per consolarsi, peggiorando ancora di più la situazione.

Co-dipendenza – Può essere difficile liberarsi da una dinamica di relazione squilibrata in cui un partner dà costantemente e l’altro riceve esclusivamente, come nelle relazioni co-dipendenti.

Come lasciare una relazione tossica

Non è facile terminare una relazione in generale, figuriamoci una tossica, che include una serie di insicurezze e paure davvero disarmanti. Nulla è perduto ed è fondamentale mantenere sempre la speranza di un futuro migliore. Con un po’ di coraggio e aiuto, è possibile lasciare andare una situazione malsana:

Costruire una rete di sicurezza – Qualora si stia ponderando l’idea di chiudere la relazione, non è necessario farlo di fretta. Si tratta di un processo che deve essere ben pensato, in cui si considerano gli aspetti pratici come dove si andrà a vivere, come si gestiranno le finanze, ecc.

Stabilire un obiettivo per essere indipendente – Se non si ha una carriera o un modo per mantenersi, è tempo di iniziare a tracciare questo percorso. Considerare di frequentare un corso di formazione e cercare un lavoro anche part-time sono modi di iniziare a costruire la propria indipendenza.

Parlare con qualcuno – Niente più segreti. Confidarsi con un familiare o un amico è fondamentale affinché essi possano aiutare nel processo. Se ci si sente minacciati, informare le autorità locali di aver bisogno di aiuto è la miglior pratica.

Cercare un aiuto professionale – Lasciare e riprendersi da una relazione tossica richiede impegno e tempo. È bene rivolgersi a gruppi di supporto o consulenti esperti in problemi di relazioni. Un terapeuta può essere una grande risorsa imparziale per farsi guidare nel creare e raggiungere degli obiettivi.

Tagliare i rapporti con il partner – Le persone tossiche sono molto astute e possono usare il ricatto emotivo per attirare di nuovo a sé. Quando si prende la decisione di lasciare il proprio partner si deve interrompere qualsiasi forma di comunicazione – a meno che non si abbiano figli insieme, in quel caso la comunicazione dovrebbe essere ridotta al mero bene della prole. Se le cose dovessero aggravarsi, non si dovrebbe esitare nel presentare un ordine restrittivo.

Prendersi cura di sé stessi – Essere coinvolti in una relazione tossica è estremamente dannoso per la propria autostima e salute mentale. Potrebbe volerci del tempo prima che ci si senta pronti a far parte di un’altra relazione. Non c’è fretta. Prendersi del tempo per sé stessi per riprendersi è essenziale. Ci si può distrarre con degli hobby, iniziando a lavorare su un progetto o attività che si pianificava da tempo, o addirittura facendo quel viaggio che si sognava da anni.

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