Relazioni aperte – Quando l’amore va oltre la coppia

Relazioni aperte – Quando l’amore va oltre la coppia

Qualche anno fa lavoravo a Shanghai. Tra le mie amicizie, un ragazzo colombiano che si era trasferito per stare vicino al fidanzato di origini cinesi. Proprio lui, un giorno, mi mostrò la foto di tre suoi amici. Lo scatto ritraeva tre aitanti giovani coperti da uno striminzito slippino da bagno di colore rosso. “Sono una troppia”, mi disse il mio amico. “Questi due stanno insieme da otto anni. Con questo ragazzo, invece, hanno iniziato una relazione da poco”. “Ah”, ho risposto io, chiaramente confusa. Una troppia è quindi una relazione sentimentale composta da tre persone. Non che non avessi mai sentito parlare di relazioni aperte, ma non mi era mai capitato di conoscere qualcuno che ne avesse una – o qualcuno che conoscesse qualcuno che ne avesse una, per essere più precisi.

Qualche mese dopo io e il mio amico viaggiammo insieme verso la sua terra natale, dove ebbi modo di conoscere la troppia di persona. Quasi. Li conobbi separatamente, perché accadde che proprio mentre io e il mio amico programmavamo il nostro viaggio colombiano, i tre chiusero la relazione. L’ultimo arrivato decise di troncare il rapporto. L’ormai coppia era devastata. Letteralmente, li ho visti piangere per la fine della loro storia a tre e pianificare una vendetta social senza precedenti. “Non capisco perché l’abbia fatto”, mi disse uno dei due singhiozzando e sorseggiando un bicchiere di spumante. “Noi l’abbiamo sempre fatto sentire come un principe. Noi cercavamo sempre di accontentarlo in qualsiasi suo capriccio. Lui veniva prima di qualsiasi cosa”, continuò distrutto. “Ma non è che, forse, è stata proprio questa continua separazione tra lui e voi che ha causato la rottura? Probabilmente, nel tentativo di viziarlo, l’avete fatto sentire come un’extra – qualcuno che si fosse aggiunto ad una relazione già consolidata, non una parte eguale dell’unione”, mi venne spontaneo commentare. I miei nuovi amici mi guardarono con aria di approvazione. Il giorno dopo, quando ebbi la possibilità di incontrare anche l’ultimo arrivato dell’ex troppia, scoprii che il mio intuito non aveva sbagliato.

La troppia non tornò insieme, ma rimasero amici. La coppia trovò un nuovo candidato con il quale ebbe una relazione ad intermittenza per due anni, fino a che uno dei componenti si innamorò perdutamente dell’ultimo arrivato e interruppe dieci anni di storia d’amore. Per poi rendersi conto di aver fatto una sciocchezza e tornare dall’ex storico. Tutto è bene quel che finisce bene. Ora è chiaro perché le migliori telenovele vengono dal Sudamerica.

Comunque, prima che il dramma evolvesse e la coppia trovasse il nuovo candidato che avrebbe poi sconvolto le loro vite, io tornai a Shanghai. Non nego che la dinamica di troppia a cui avevo assistito mi aveva incuriosito parecchio.

Sola e stanca di esserlo, una sera mi misi a cercare conforto su una app di incontri. Mi imbattei in questo profilo di coppia eterosessuale in cerca di una nuova compagna di avventure. Eccomi!

Dopo uno scambio di messaggi con il ragazzo in cui mi spiegava come fosse finito in Cina dall’America e come aveva incontrato la sua compagna inglese, cosa piaceva fare ad entrambi e altre informazioni personali, finalmente mi invitò ad uscire. Aveva un concerto con la sua band in un locale in cui non ero mai stata. Lei non c’era, doveva lavorare. Finita l’esibizione io e lui ci bevemmo una birra. Mi raccontò altri dettagli sulla relazione e mi spiegò che il desiderio di aggiungere una terza persona era sempre stato presente, ma la loro unione in passato era troppo instabile per poter concretizzare la fantasia. Dopo qualche ora di sorrisi e chiacchiere, ci salutammo con un abbraccio.

Qualche giorno dopo fui invitata a cena a casa della coppia e da quella sera iniziammo una vera e propria frequentazione a tre. Abbiamo condiviso due mesi di film indipendenti, cibo spazzatura e rock ‘n roll, prima che io decidessi di interrompere la festa. Il motivo? Sono figlia unica, non sono stata cresciuta per condividere.

Relazione consensualmente non-monogama AKA relazione aperta

Gli esperti ci insegnano che le relazioni aperte rientrano nella categoria più ampia delle relazioni consensualmente non-monogame. Si tratta di unioni in cui uno o entrambi i partner possono perseguire relazioni sessuali e, talvolta, attaccamenti emotivi con altre persone.

Questo tipo di legame non è da confondere con lo scambismo, nel quale i partner partecipano a feste in cui possono fare sesso con altre persone senza alcun attaccamento emotivo. Non ha nulla a che vedere neanche con il poliamore, situazione in cui i partner possono essere impegnati in più relazioni stabili alla volta.

Le relazioni aperte possono essere intraprese da coppie sposate, impegnate o anche da coppie occasionali. Può capitare che una persona sposata si frequenti casualmente con persone al di fuori del matrimonio; che si intraprendano altre relazioni romantiche fuori della relazione; o ancora avere una relazione fisica con diversi partner. Ciò che rende le relazioni aperte tali è il consenso, una componente imprescindibile. In un certo senso, esse sono un misto tra scambismo e poliamore.

Questo tipo di legame ha indubbiamente dei pro e contro.

Per quanto riguarda gli effetti positivi, per esempio, la ventata di aria fresca portata da una relazione aperta, sia dal punto di vista emotivo che da quello sessuale, ha indubbiamente conseguenze benefiche sull’umore. Inoltre, essa può essere un’occasione per esprimere sé stessi più liberamente, senza doversi nascondere o mentire. Dalla necessità di discutere bisogni e aspettative può beneficiarne la comunicazione, che diventa più onesta e spontanea. Infine, indubbiamente, si riduce l’obbligo di dover soddisfare tutti i bisogni emotivi e sessuali del partner.

Gli effetti negativi includono la possibilità di gelosia – con tutte le implicazioni che ne conseguono – e calo dell’autostima. Nei casi più gravi, può esserci il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, di gravidanze inaspettate, persino di sviluppare una dipendenza dal sesso o un calo della libido dovute alla richiesta di soddisfare più partner.

Un veloce sguardo ai sistemi di relazioni umane

Circa l’80% delle società umane adotta un sistema misto di monogamia e poligamia. Solo il 17% delle società attuali impone la monogamia. La poliandria, invece, registra percentuali estremamente basse. Comunque, anche tra le società che accettano la poligamia, la monogamia rimane il sistema più popolare.  

Il motivo per cui la monogamia è diventato il sistema relazionale più comune viene spesso osservato dal punto evolutivo. In questo contesto, esistono diverse teorie.

Una prima teoria collega la nascita della monogamia alla pressione selettiva che favoriva i maschi che proteggevano la progenie dagli attacchi di possibili concorrenti infanticidi. Recentemente questa teoria è stata considerata improbabile, ma non vi è ancora una presa di posizione definitiva a riguardo.

La seconda ipotesi suggerisce che la monogamia sia una conseguenza dei modelli di distribuzione femminile. Scarsità di risorse e intolleranza verso le donne hanno causato queste ultime ad isolarsi, limitando le opportunità di monopolizzazione multipla del compagno riproduttivo per i maschi e favorendo, di conseguenza, la monogamia.

Una terza tesi propone che il rapporto tra i sessi degli adulti (numero di maschi sessualmente maturi rispetto alle femmine in una popolazione) diventa un fattore determinante per i profitti di idoneità di una particolare strategia maschile. In un contesto in cui la componente maschile supera quella femminile, la monogamia sembra essere la strategia migliore. Al contrario, quando il numero di femmine è inferiore a quello dei maschi, è più conveniente per il maschio – e per l’evoluzione della specie – ricercare più partner.

Queste teorie si basano sull’idea che da una promiscuità sessuale simile a quella degli scimpanzè da cui, si ipotizza, proveniamo, ci sia stata una transizione verso la monogamia. Questa transizione, secondo gli studiosi, è stata causata dagli elevati sforzi richiesti dalla maternità, incluse maggiori provviste che i maschi erano in grado di procurare. Recentemente, però, è stata proposta la possibilità che la transizione non sia stata automatica da promiscuità a monogamia. L’antropologo Bernard Chapais suggerisce che essa sia avvenuta in due stadi, da promiscuità a poligamia, e successivamente da poligamia a monogamia.

Vi sarebbero molte altre cose da aggiungere a questa sezione, ma non è il focus principale di questo articolo. Pertanto, ci accontentiamo degli esempi proposti, che ci invitano a riflettere sul fatto che neppure gli studiosi possono definire con certezza quale sistema sia venuto prima e, soprattutto, quale sia più idoneo.

Chi intraprende una relazione aperta?

Le relazioni aperte non sono un fenomeno di tendenza e, tanto meno, una perversione. La corrente popolarità delle relazioni aperte può essere dovuta ad una liberalizzazione della sessualità in tempi recenti, sostenuta anche da un’abbondante copertura mediatica. Molte più persone sono quindi disposte a parlare del tema liberamente e, perché no, anche a soddisfare la loro curiosità a riguardo.

È opportuno precisare che non tutti sono adatti a questo tipo di relazioni. Non solo, molti risultano essere coloro che preferiscono non ammettere di aver intrapreso una relazione aperta. Un sondaggio rivela che uno su cinque adulti ha avuto una relazione aperta durante il proprio percorso di vita. Un ulteriore sondaggio mostra che il 31% di donne e il 38% di uomini preferirebbe una relazione aperta e i giovani sembrano essere più del parere rispetto alla controparte più adulta.

Vi sono numerosi possibili scenari nei quali una relazione aperta si incastra perfettamente. È difficile definire una tipologia di persona più adatta a questo tipo di esperienza piuttosto che un’altra. Ciò su cui tutti sembrano essere d’accordo è che una coppia che decide di introdurre altri partner nella propria unione dovrebbe assicurarsi di aver discusso, o ancora meglio, risolto i possibili conflitti. Nonostante una relazione non-monogama, in alcuni casi, sembri essere d’aiuto ad una relazione o matrimonio soffocante, non è di certo una terza persona a risanare miracolosamente la situazione – almeno non per entrambi i partner!

Prima di intraprendere una relazione aperta, gli esperti consigliano di porsi delle domande e rispondere onestamente: 

  • Entrambi i partner sono interessati ad avere una relazione aperta?
  • Almeno uno dei componenti della coppia ha necessità o orientamento sessuale diversi?
  • C’è attualmente fiducia nella coppia, oppure la decisione di intraprendere una relazione aperta deriva da un problema di infedeltà?
  • Entrambi i partner hanno la possibilità di comunicare apertamente?
  • Entrambi i partner sanno come gestire la gelosia in maniera costruttiva?

Se la risposta a tutte queste domande è positiva, allora c’è una buona probabilità che la coppia sia pronta ad iniziare una relazione aperta. In caso contrario, è opportuno comunicare e raggiungere un compromesso – o lasciare perdere del tutto.

La comunicazione è fondamentale in tutte le relazioni, comprese quelle aperte. Sia che si tratti di un legame già avviato o di uno che sta per nascere, non bisogna mai smettere di esternare le proprie sensazioni, emozioni, paure e perplessità.

È più semplice affrontare il tema quando si è single o in una relazione non consolidata rispetto a quando si è già in una relazione impegnata da diverso tempo. Essendo la monogamia un’aspettativa sociale di molti, numerosi sono coloro che presumono che questo sia un termine della loro relazione senza mai discuterne con il loro partner. In realtà, anche quando le cose sembrano scontate, è bene renderle esplicite e assicurarsi che non vi sia alcun dubbio sulla natura della propria relazione.

Una relazione aperta di successo: strategie e raccomandazioni

Prima di lasciarvi con una lista di strategie e raccomandazioni che vi aiutino a far funzionare la vostra relazione aperta, vorrei chiarificare un punto sulla storia introduttiva. Quando ho concluso dicendo che la mia relazione aperta non ha funzionato perché sono figlia unica, volevo chiaramente essere sarcastica. Un fondo di verità c’è, nel senso che essendo cresciuta in un’ambiente in cui i miei genitori erano spesso assenti per lavoro e non avevo un fratello e una sorella, ho sviluppato una necessità di attenzioni esclusive che mi porto dietro anche oggi. Vi sono anche altre ragioni, ma non siamo qui per parlare di me. In sintesi, nel mio caso, una relazione aperta è interessante, ma non può funzionare.

Un’altra precisazione che vorrei fare riguarda la storia della troppia. L’esempio è interessante perché dimostra come l’evoluzione dei rapporti umani sia spesso imprevedibile, specialmente quando si è molto giovani. Per quanto due persone possano essere convinte di volere una relazione aperta e abbiano discusso aspettative e limiti, le cose possono sempre cambiare nel tempo per i più svariati motivi. Per questo, consenso e comunicazione sono così importanti in questo ambito.

Per concludere, ecco una lista di qualche consiglio per far funzionare una relazione aperta:

Imponi dei limiti

Che si tratti di limiti sessuali, emotivi o personali è importante che si discuta di cosa è accettato o meno nella relazione aperta. Per esempio, se uno dei due partner esige l’uso di preservativi o richiede test e screening per le malattie sessualmente trasmissibili, ha tutto il diritto di farlo. Anche per quanto riguarda i limiti emotivi, se uno dei due partner accetta relazioni sessuali ma non il possibile innamoramento e inizio di una relazione stabile, è opportuno che ciò venga chiarito dal principio. A livello personale, può essere che uno dei partner non voglia includere amici, colleghi di lavoro o altre categorie di persone tra i possibili candidati per una relazione aperta. È bene essere il più specifici possibili – ed è male forzare!

Rispetta i limiti

Sembra ridicolo doverlo precisare, ma non lo è. Discutere una serie di abitudini considerate accettabili nella relazione aperta è il passo più semplice, rimanere fedeli ad esse è più complicato – soprattutto quando si tratta di sesso. Non ci si può aspettare che il partner condoni ogni strappo alla regola, tanto meno si dovrebbe mentire. La fiducia è il collante che mantiene le unioni, una volta rotta quella, bisogna prepararsi alla tragedia!

Dividi il tuo tempo

Alcune coppie accettano che i partner vedano altre persone individualmente. Altre, invece, preferiscono che la relazione aperta si consumi con entrambi i partner sempre coinvolti. Qualsiasi sia la modalità preferita, non bisogna mancare di organizzare insieme il proprio tempo per assicurarsi di dare il giusto peso alle relazioni in cui si è coinvolti. Il partner originale dovrebbe sempre rimanere la priorità – a patto che non si abbia acconsentito ad altro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.